Sotto il crepuscolo, il cinema respira di ruggine.
Una canzone dimenticata nasce dal soffitto, lenta e sottile.
Polvere danza, note in sospeso tra le poltrone vuote.
In silenzio, leco ascolta gli applausi che non tornano.
Leco si allunga tra i fili della lampada e la tela sbiadita.
Ogni battito ricuce la sala, e il buio diventa coro.
La voce si piega a restare, piantata sul soffitto come vela.
Al crepuscolo, la canzone respira ancora lattesa non è finita.