Geometria Segreta dello Sbadiglio

Apre una cupola senza rumore,
un tempio effimero nella gola.
Si stira il tempo, un lento fiore
che il sonno antico disarticola.

La mandibola traccia un arco vasto,
un ponte molle verso l’ignoto.
Per un istante, ogni contrasto
si fonde in un respiro vuoto.
È allora che l’anima si allenta,
quasi una vela al vento offerta.

Poi scivola, la forma si ritira,
un’eco tenue nella stanza.
Lascia un barlume, una invisibile lira,
un attimo d’abbandono senza sostanza.
E il mondo torna, un quadro noto,
ma per un soffio è stato altrove il moto.