Il temporale rilegge la grammatica del tempo
sulle grondaie di una città che non ricorda più
i fulmini aprono parentesi di luce, i tuoni incidono i verbi
e la pioggia firma nuove ore sul marmo spento
Ogni goccia è sillaba che si corregge al neon
la memoria sbiadita accetta le maiuscole di pioggia
la città resta muta e ascolta una lingua che rinasce
il temporale richiude la pagina con un punto dacqua