Il Campo Magnetico di un’Assenza Minima

Sul polsino distratto, un muto altrove,
non buco, ma un non essere di tela.
Un campo magnetico, senza barlume o prove,
la vista assorta vi si svela.

Non è un difetto che si possa cucire,
ma un’ombra tonda dove il senso indugia.
Una gravità leggera, che fa impazzire
la logica del tatto, la sua rugia.

E in quel minuscolo cosmo sbottonato,
un teorema d’ignoto si propaga.
Più saldo dell’atteso, più radicato,
il vuoto che l’intera forma indaga.