Il Gusto della Lontananza nell’Acqua

Ogni rubinetto cela un respiro,
un palato d’eco tra le labbra del mattino.
Non è la sete a disegnare il giro,
ma un viaggio immemore, un destino divino.

L’acqua scende, trasparente inganno,
dal ventre oscuro della pietra madre,
portando il sale, il ferro, l’arcano
di un sentiero che solo lei sa tradurre.

Nel bicchiere, un muto racconto vibra,
di terre lontane, di radici profonde,
un sapore che mai si libera
dalle sue sorgenti, da millenarie onde.