Il Rintocco Inudibile del Contatore Spento

Dentro l’inutile scatola grigia,
dove il tempo non misura più l’energia,
dorme il contatore, cifra ormai sfuggita
a ogni corsa, a ogni invisibile via.
I suoi ingranaggi, muti e arrugginiti,
conservano un’eco di passi antichi,
non più volt, non più watt definiti.

Eppure, nell’aria immobile e rarefatta,
un ticchettio sottile ancor vibra,
memoria ostinata, promessa infranta,
di un’altra vita, di una forza libera.
Non è lo scatto della corrente viva,
ma il fantasma di un calcolo perduto,
un’algebra d’ombra che ancora arriva.

È il sussurro di un viaggio mai finito,
della corrente che danzava ignota,
un numero spento, ma non sopito,
una traccia lieve che ancora ruota.
Il rintocco inudibile, senza scossa,
testimone muto d’un fluire passato,
la sua esistenza, ora solo mossa
da un battito d’anima non calcolato.