Nel guscio bruno, sotto il velo scuro,
ignora il vento, il tempo che si frange.
Un piccolo universo, ancora puro,
non sa di pioggia, o sole che lo spinge.
Aspetta muto, un palpito profondo,
il suo destino celato al mondo.
Non un respiro ancora, non un lamento,
ma dentro dorme un fremito sottile.
Un’antica memoria, un movimento,
la mappa verde di un futuro stile.
Giace, celato, nel silenzio denso,
con un segreto battito, intenso.
E prima che la fibra si dischiuda,
prima che il fusto rompa la prigione,
un’energia inesplosa lo denuda
di ogni paura, senza esitazione.
Così, nel buio umido, la vita
attende il raggio, la sua corsa ardita.