Il Sonno Elettrico dei Fili

Tra intonaco e pietra, dove l’occhio non arriva,
dorme una rete muta, una vena furtiva.
Non è silenzio inerte, non è assenza di vita,
ma un ronzio appena udibile, una forza sopita.
È la memoria tenue di un passaggio di luce,
un’energia in attesa che nessuno più deduce.

Sotto la scorza tiepida di ogni muro che ci avvolge,
un invisibile pulsare, un segreto si raccoglie.
Come linfa che attende l’invito della spina,
si dipana un reticolo, trama sottile e divina.
Ogni ansa, ogni nodo, una promessa custodisce,
di lampi spenti e storie che la mente non definisce.

È la quieta coscienza di un mondo parallelo,
il battito profondo sotto il nostro cielo.
Un’eco senza voce, un futuro trattenuto,
il Sonno Elettrico dei Fili, mai davvero perduto,
che nel buio paziente sa attendere l’aurora,
pronto a scattare, se un comando lo ridora.