Un taglio obliquo, lama di quiete,
svela danzatori, eterei e leggeri.
Nel cono d’oro, la polvere inquieta
compie le sue orbite, senza sentieri.
Atomi persi, memorie in balia,
tracciano rotte, celata magia.
Ogni granello, un soffio di mondo,
un’eco remota, un tempo sbiadito.
Veli di nulla, in un viaggio profondo,
ove l’ieri col oggi si è unito.
Sussurri d’aria, visibili e lenti,
confessano storie, silenzi sospesi.
Un’effimera scena, un balletto d’oblio,
che muta sostanza nel lume che cade.
Finché il raggio si spegne, compie il suo addio,
e il cosmo minuto nel buio si evade.
Lasciando all’occhio, per breve incantesimo,
il ricordo di un volo, puro e vicinissimo.