In ogni cucina, al tavolo sereno,
un tenue suono scandisce gli anni:
il tintinnio di forchetta e cucchiaio,
ignaro sordo di gioie e di affanni.
Non la lucentezza o la forma esatta,
ma l’eco breve che ogni pasto porta:
una memoria che non si racconta,
di mani attente, di una trama fitta.
Ha udito risa, i pianti soffocati,
i piani audaci, i dubbi più leggeri,
gli addii, i ritorni mai dimenticati,
nell’aria mossa dai piccoli pensieri.