Dal grembo caldo della ciotola,
senza preavviso, da un letto di chicchi,
un corpo bianco, leggero, s’invola,
oltre le mura, oltre i confini antichi.
Non spinta né intenzione, solo un guizzo,
un’improvvisa, muta liberazione.
Descrive in aria un arco lesto,
una perla candida nel vuoto sottile.
Per un istante è solo questo:
un candore che il nulla sfiora, gentile.
Sfida la gravità con danza tenue e audace,
un lampo muto, un gesto fragile.
Poi scende, senza fragore né affanno,
tra i suoi simili, un piccolo ritorno.
Nessun applauso, nessun clamore,
solo il silenzio del suo effimero soggiorno.
Ma in quell’attimo, un brivido di candore,
fu la libertà del chicco, nel suo breve giorno.