Nel ventre della terra, una città dimenticata respira
corridoi di pietra e luci spente trattengono il tempo
la polvere è pelle di un respiro che sussurra
e leco conserva passi che non tornano
Una chiave gira e il ferro canta, la gola della città si spalanca
laria si fa presente, un polmone antico ritrova lalba
statue di calce inspirano, canali raccontano nomi perduti
la memoria si accende e i vuoti diventano stanze
Quando la chiave si ferma, il respiro tace per un attimo
ma quel respiro resta inciso sulle pareti umide
la città rinasce tra ombre e luci nuove
e attende una nuova chiave che tutto ricominci