Nell’interstizio muto, dove il muro
si curva appena, un soffio di penombra
trama un rifugio, mai detto, mai puro
da polvere di sogni, senza ingombro.
Non è un peso di pietra né di piombo,
ma un’attrazione, un richiamo leggero
che ferma l’occhio, spezza ogni rimbombo,
e fa del silenzio un ospite sincero.
Lì l’aria ha un suo segreto, un tenue fiato,
che raccoglie i pensieri non voluti,
e la luce si posa, delicato
il suo manto invisibile sui muti.