Un minuscolo granello,
respiro muto fra le cifre,
sei tu, virgola silente,
che equilibri il destino.
Smarrito nel vuoto d’un calcolo,
tra zeri che ti ignorano,
il tuo peso invisibile
sgretola interi regni.
Non vede l’errore, nessuno lo sa,
mentre il mondo si capovolge.
Un battito impercettibile, un’ombra,
sei l’architetto del caos che sorge.
Nel non-luogo tra due numeri,
una danza che nessuno danza,
la tua assenza urla più forte
di ogni folla che avanza.