L’Archeologia Cromatica

Su carte sbiadite, un tempo fulgore,
riposa il volto, l’attimo colto.
Un blu cobalto, un verde più ardito,
ora è un sussurro, un colore smarrito.
Non è perdita, non è un addio,
ma il tempo che scava, col suo oblio.

L’ocra si espande, un velo discreto,
dove il rosso vivo giaceva quieto.
Ogni molecola, un granello di storia,
cede al riverbero, senza vittoria.
Un’alchimia lenta, invisibile mano,
trasforma il contorno, lo rende più vano.

Non ombre di forme, non muto lamento,
ma un nuovo respiro, un etereo intento.
L’archeologia del pigmento si svela,
mostrando gli strati che il tempo cela.
Un silenzio di tinte, un’eco sottile,
del ricordo che danza, fragile e docile.

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