Sul davanzale, liscio confine tra dentro e fuori,
dove l’aria filtra e la luce si posa pigra,
la polvere, non nata da fiaba o da inganno,
ma da un soffio sottile, invisibile, si aduna, si aggrega.
Miniature creste sorgono, fragili architetture,
montagne minuscole, un effimero paesaggio,
disegnato da correnti, silenti sculture,
che il sole accarezza in un lento passaggio.
Ogni granello una storia, senza parole incise,
un’effimera sosta prima del nuovo volo,
come cattedrali di sabbia, inermi, sorrise,
che il prossimo alito disfa in un solo.