Nel cortile segreto l'inverno semina alfabeti di neve,
caratteri minuscoli cadono, freddi e lucidi,
e la città li legge a voce alta, a bocca aperta.
Ogni lettera si posa sul bianco delle pareti,
i lampioni diventano penne che scrivono nel silenzio,
e le scale sussurrano versi che nessuno ha chiesto.
Le finestre si aprono in un respiro lungo, un coro,
le vie, come una biblioteca all'aperto, ascoltano,
mentre il vento trascrive il nome della notte.
Quando l'alba arriva, l'inverno semina di nuovo,
la città resta con la voce alta tra le dita,
e il cortile segreto resta pieno di parole che respirano.