Il mare ricama alfabeti sulle spiagge antiche,
dove la città dimenticata dorme tra sale e vento.
Ogni granello è una parola non detta,
un sussurro che lacqua trattiene tra luci e onde.
Gli alfabeti si aprono come conchiglie al respiro,
parole senza voce, peso di memoria salata.
La città respira in correnti senza nome,
e il silenzio diventa il racconto che resta.
Quando la marea si ritira, le lettere brillano sulle lame di sale,
ritornano incise nel fondale come promesse non dette.
Chi verrà a leggerle, tra lorizzonte e il mattino?
Il mare, infine, sussurra una parola che non è mai stata pronunciata.