Dentro la bocca grave d’una campana
mai sfiorata dal battaglio, mai canto,
si posa lento, invisibile, senza trama,
il polline del silenzio, eterno manto.
Non scuote il bronzo alcuna nota arcana,
né vibra l’aria d’un presagio franto.
Solo un’attesa, antica e sovrana,
custodisce il suo nulla, puro e santo.
E lì, tra curve spoglie di risonanza,
dove l’eco potenziale dorme senza fine,
la polvere leggera, tenue costanza,
trama un’eternità di quiete sublime.