Nel silenzio, la lingua delle ombre sussurra.
Ogni sillaba è goccia di pioggia che bagna la memoria.
La bocca del tempo resta socchiusa, e il respiro diventa vento.
Il buio dispone i suoni come foglie al margine dellora.
La pioggia riempie la bocca del tempo,
portando sapori antichi e promesse non dette.
Le parole si allungano, pesanti di umidità,
e leco si ferma tra i denti e il cielo.
Quando la pioggia tace, resta la traccia di una lingua.
Le ombre si allontanano, ma il linguaggio resta pronto a rinascere.
Il tempo si fa nuovo, arrestando il fiato in un sorso dacqua,
e la voce, rinata, ricomincia a chiamare le ore.