Il respiro della metropolitana è freddo e silenzioso.
Nei tunnel l'aria conta i battiti di chi non pretende rumore.
I binari sono vene d'acciaio che sussurrano storie di pioggia.
La notte, vuota, si ferma al semaforo dei neon spenti.
Ai vagabondi di cemento racconta promesse di stelle.
Una mappa di luci li guida oltre il ferro e la polvere.
Ogni stazione è una costellazione nascosta tra graffiti e odori di metallo.
E quando il rumore cala, una piccola scintilla li accompagna verso casa.