Il respiro della città scende nei tombini,
un soffio di ferro che pulsa tra le pareti.
I corridoi si allungano come polmoni spenti,
e leco conta i battiti delle tubature.
Radici sotterranee crescono tra i tubi,
stringono giunture di rame e viti grasse.
La loro linfa è silenzio che piega il metallo,
un verde segreto che nutre lombra.
Solo chi ascolta il vuoto odora storie antiche
nomi abbandonati, viaggi di acqua e luce.
Si raccontano a voce ferita e lenta,
finché la città non arriva a chiedere pace.