La memoria si piega, metallo denso, come un astrolabio,
dentro una casa abbandonata dove il tempo perde il respiro.
Le crepe sono braccia di costellazioni; le stanze, mappe di mare polveroso,
e ogni passo ruota lago verso porte senza nomi.
Traccia rotte per sogni ancora non nati,
linee di latitudine sognate tra soffitti scrostati e vetro freddo,
la casa sussurra coordinate a una rotta invisibile,
finché lalba le raccoglie e le lascia respirare.